LAVORO AUTONOMO: GLI ARTIGIANI DIMINUISCONO ED I COMMERCIANTI RECUPERANO

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I dati Inps sull’evoluzione del lavoro autonomo in Italia mostrano un continuo calo dell’attività di impresa artigiana ed una tenuta del commercio . Crollano i giovani imprenditori. Non siamo più il paese della libera iniziativa?

Nell’anno 2016 risultano iscritti alla gestione speciale dell’INPS 1.733.307 artigiani, il 2,3% in meno rispetto al 2015 (1.774.867 iscritti) e il 4,2% in meno rispetto al 2014 (1.808.788 iscritti). Relativamente alla ripartizione per qualifica, nell’anno 2016 vi è una marcata prevalenza di titolari che con 1.596.682 iscritti costituiscono il 92,1% del totale. La distribuzione per qualifica si mantiene pressoché costante nel tempo. Se si analizza la distribuzione per sesso, per tutti gli anni analizzati, è evidente una marcata prevalenza dei maschi, che costituiscono l’80,0% del totale degli artigiani.

Analizzando la serie storica degli ultimi dieci anni, si rileva che il numero degli iscritti rimane costante tra il 2007 e il 2008, per poi iniziare a decrescere ogni anno di circa un punto percentuale fino al 2012 e di circa due punti percentuali dal 2012 al 2016.

Al fenomeno del calo del numero degli artigiani ( da quasi due milioni del 2007 al milione e settecentomila del 2017) fa riscontro quello dell’invecchiamento e della distribuzione disomogenea sul territorio nazionale.

Tra gli artigiani, la classe di età tra i 40 e i 49 anni è quella con maggior frequenza, pari al 31,5%, mentre il 16% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo  il 6,0% ha meno di 30 anni di età.

A livello territoriale, più della metà degli artigiani (56,3%) si colloca nelle regioni del Nord. In particolare il Nord-ovest è l’area geografica che, con il 31,4%, presenta il maggior numero di artigiani, seguito dal Nord Est con il 24,9%, dal Centro con il 20,8%, dal Sud con il 15,3% e dalle Isole con il 7,6%.

Tiene invece la categoria dei Commercianti, a fronte dell’aumento complessivo dei lavoratori nel settore dei servizi degli ultimi dieci anni. I commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2016 sono 2.272.972, con una lieve flessione rispetto  al 2015 (-0,6%) e al 2014 (-0,7%). Nel 2016 risultano titolari dell’azienda il 90,8% degli iscritti. Tale percentuale risulta leggermente crescente nel tempo, anche per effetto della leggera diminuzione negli ultimi anni del numero dei collaboratori. Tra i commercianti prevalgono i lavoratori di sesso maschile, che nel 2016 costituiscono il 64,7% dei lavoratori, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo.

Osservando nel dettaglio la serie storica dei commercianti distinti per sesso, si vede che nei primi anni della serie la crescita del numero di commercianti è da attribuire essenzialmente ai maschi, rimanendo pressoché costante la consistenza delle femmine; negli ultimi anni per le femmine si registra una flessione, mentre i maschi crescono leggermente, tranne che nell’ultimo anno.

Con riferimento al 2016, tra i 40 e i 49 anni di età si concentra la maggior parte dei commercianti (29,3%), il 26,4% ha un’età compresa tra i 50 e i 59 anni e il 17,0% ha dai 60 anni in poi. Nel complesso, nelle classi di  età dai 40 anni in su, si concentrano il 72,7% dei commercianti. Solo l’8,1% dei lavoratori ha un’età inferiore ai 29 anni. Questo ultimo dato conferma la attuale scarsa propensione all’attività di impresa dei giovani italiani.

In allegato

I dati INPS su artigiani e commercianti nel decennio