LE LINEE DI INDIRIZZO TRIENNALI PER LE POLITICHE ATTIVE

ministero lavoro interno

Pubblicato il decreto sulle politiche attive da realizzare tra il 2018 ed il 2020

Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n.4 dell’11 gennaio 2018 sono state definite le linee di azione del governo per le politiche attive per i prossimi tre anni. Si tratta di un intervento atteso da mesi che comprende anche la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi per l’impiego e che riguarda i diversi aspetti della promozione e della regolazione delle politiche attive in Italia. Per gli anni 2018, 2019, 2020 l’azione in materia di politiche attive del lavoro è volta a implementare la riforma dei servizi per il lavoro contenuta nel decreto legislativo n. 150 del 2015, nel rispetto delle competenze costituzionalmente attribuite allo Stato, alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Con riferimento alla riduzione della durata media della disoccupazione, ai tempi e alla qualità delle politiche erogate, alla quota di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano perseguono secondo quanto previsto dal decreto l’obiettivo di garantire i seguenti interventi:

  1. la piena implementazione del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di cui all’articolo 13 del decreto legislativo n. 150 del 2015, con particolare riguardo alla gestione unitaria della scheda anagrafica e professionale e delle comunicazioni obbligatorie, nonché del fascicolo elettronico del lavoratore e del sistema informativo della formazione professionale di cui agli articoli 14 e 15 del decreto legislativo n. 150 del 2015;
  2. il potenziamento del sistema delle politiche attive del lavoro e, in particolare, dei servizi per l’impiego, anche attraverso meccanismi di premialità e azioni di supporto a favore dei sistemi locali non adeguatamente operativi;
  3. il coordinamento dei programmi nazionali con quelli regionali, tramite intese preventive;
  4. lo sviluppo della cooperazione applicativa per lo scambio di informazioni tra i sistemi informativi dell’ANPAL, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dell’INPS, dell’INAIL, dell’INAPP, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano;
  5. il potenziamento di strumenti, anche informativi, per l’erogazione dei servizi agli utenti nel rispetto dei tempi di convocazione previsti dalla normativa vigente e dal presente decreto, volti alla semplificazione delle procedure amministrative e alla riduzione degli oneri a carico degli operatori dei centri per l’impiego;
  6. lo sviluppo della cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informativi sull’accreditamento per i servizi per il lavoro;
  7. l’erogazione di servizi e misure di politica attiva che contribuiscano alla riduzione della durata media della disoccupazione, con particolare riguardo alla disoccupazione di lunga durata e alla disoccupazione femminile;
  8. il potenziamento degli sportelli informativi e dei servizi alle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi;
  9. la elaborazione di standard informativi condivisi, al fine di rilevare l’aumento del numero dei posti di lavoro intermediati dai servizi per l’impiego;
  10. l’attuazione dei meccanismi di condizionalità e del rapporto tra politiche passive e politiche attive del lavoro;
  11. il rafforzamento degli strumenti finalizzati all’incremento dell’occupazione giovanile, con particolare riguardo alla facilitazione delle transizioni tra sistema di istruzione e formazione e mondo del lavoro e all’attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea 22 aprile 2013 sull’istituzione di una garanzia per i giovani;

Inoltre gli obiettivi previsti dal decreto riguardano il rapporto tra le politiche attive e le misure di inclusione sociale e sostegno allo sviluppo, attraverso:

  • il rafforzamento delle capacità di intervento del sistema in relazione ai processi di trasformazione dei processi produttivi, in funzione di accompagnamento delle strategie di sviluppo con interventi di riqualificazione e orientamento dei lavoratori coinvolti;
  • il rafforzamento della capacità dei servizi per l’impiego di prendere in carico i beneficiari del sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e del reddito di inclusione (REI), con un approccio multidimensionale e in collegamento con i servizi di assistenza sociale, in un’ottica di condizionalità tra prestazioni di assistenza sociale e impegno in politiche di reinserimento sociale e lavorativo;
  • il rispetto dei termini di convocazione degli utenti dei centri per l’impiego, siano essi percettori o non percettori di prestazioni di sostegno del reddito;
  • il coinvolgimento di tutte le Regioni e Province autonome e dei competenti uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nella messa a regime del sistema informativo della formazione professionale di cui all’articolo 15 del decreto legislativo n. 150 del 2015.

L’azione in materia di politiche attive del lavoro posta in essere dall’ANPAL, anche in ambito internazionale e comunitario, è oggetto di una preventiva informazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché di successiva comunicazione, mediante appositi report, contenenti gli esiti.

Il piano triennale approvato e pubblicato prevede la definizione di obiettivi annuali, che costituiscono in particolare il piano di attività e di responsabilità dell’Anpal, nel rapporto con le regioni e con le azioni che sono direttamente riconducibili alla sua funzione.

Per l’anno 2018, gli obiettivi annuali dell’azione in materia di politiche attive del lavoro sono quindi i seguenti:

  1. a) erogazione dell’assegno di ricollocazione di cui all’articolo 23 del decreto legislativo n. 150 del 2015 a tutti i destinatari aventi diritto;
  2. b) definizione dei termini e delle modalità attuative in relazione all’applicazione del principio di sussidiarietà;
  3. c) definizione di unità di costo standard (UCS) e degli standard di servizio condivisi su tutto il territorio nazionale;
  4. d) sviluppo di metodologie sui sistemi di intermediazione domanda e offerta di lavoro;
  5. e) sviluppo della metodologia sulla profilazione qualitativa per l’individuazione di percorsi di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro;
  6. f) attuazione di un sistema di rilevazione dei fabbisogni di competenze finalizzati a sostenere l’inserimento o il reinserimento al lavoro dei disoccupati;
  7. g) attuazione dell’articolo 13, commi 3, 4 e 6, del decreto legislativo n. 150 del 2015 ( scheda anagrafico professionale, monitoraggio e lettura degli esiti occupazionali) ;
  8. h) attuazione specifica e uniforme dei meccanismi di condizionalità e del rapporto tra politiche passive e politiche attive del lavoro, in conformità con quanto disciplinato nelle lince guida adottate ai sensi dell’articolo 4, comma 5, del presente decreto;
  9. i) avvio, con il coinvolgimento dei competenti uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di una strategia di contrasto della disoccupazione di lunga durata, che comporti la definizione, tra il tredicesimo e il diciottesimo mese di disoccupazione, di un accordo di inserimento lavorativo che comporti almeno un’offerta di servizio individuale volta a trovare lavoro, anche mediante l’utilizzo delle risorse dei programmi cofinanziati a valere sul Fondo sociale europeo;
  10. l) promozione di iniziative volte a stabilire una continua e reciproca interazione con i datori di lavoro, in particolare con le micro, piccole e medie imprese, ai fini di incrementare il numero dei posti di lavoro intermediati dai servizi per l’impiego;
  11. m) definizione dei criteri di accreditamento dei servizi per il lavoro, in attuazione dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015;
  12. n) sviluppo, in cooperazione applicativa, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di strumenti informatizzati ad uso degli operatori dei centri per l’impiego, al fine di effettuare le comunicazioni all’INPS per l’applicazione della condizionalità, ai sensi dell’articolo 21, comma 10, del decreto legislativo n. 150 del 2015;
  13. o) sviluppo di metodologie per il monitoraggio e la valutazione annuale da parte dell’ANPAL, in condivisione con le Regioni e con i competenti uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, delle politiche attive e dei servizi per il lavoro nazionali e regionali, nonché dei risultati conseguiti dai soggetti pubblici o privati accreditati a svolgere tali funzioni come previsto all’articolo 16 del decreto legislativo n. 150 del 2015.

In allegato

IL TESTO DEL DECRETO SULLE LINEE DI INDIRIZZO