IL DECRETO SUI LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI

centro impiego interno

Il sistema dei servizi per l’impiego e le politiche attive ha finalmente la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni da erogare

Il Governo ha approvato e promulgato il testo con i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi per l’impiego. Si tratta di un intervento collegato al decreto di attuazione del decreto legislativo n.150 del 2015 per quanto riguarda due importanti fasi della riforma: il piano triennale di attuazione delle politiche attive ed i livelli essenziali delle prestazioni.

Per poter realizzare efficaci interventi di politica attiva è necessario rafforzare il sistema dei servizi per l’impiego, sostenere il ruolo degli operatori accreditati e definire in modo chiaro le caratteristiche delle prestazioni che i servizi sono chiamati ad erogare. Il Decreto del Ministro del Lavoro di attuazione della riforma del mercato del lavoro ed in particolare del decreto legislativo n.150 del 2015 pubblicato lo scorso 11 gennaio prevede l’indicazione delle principali funzioni e prestazioni che il sistema dei servizi per l’impiego è chiamato ad erogare. Queste indicazioni valgono necessariamente per il sistema dei centri pubblici per l’impiego, ma sono indicative anche per le prestazioni che il sistema dei servizi privati accreditati è tenuto a garantire, soprattutto nel caso di misure nazionali come l’Assegno di ricollocazione.

Il provvedimento, in allegato, sui livelli minimi delle prestazioni, va a definire un percorso modello, che ogni servizio per l’impiego pubblico od accreditato è chiamato ad erogare, per la presa in carico di un disoccupato. Si tratta del percorso che viene definito e precisato da un successivo documento di Linee guida, in corso di emanazione.

Sulla base delle informazioni fornite in sede di registrazione sul SIU (autonoma o assistita), all’utente viene assegnato il profilo personale di occupabilità, ottenuto secondo una procedura automatizzata, che ne indica la distanza dal mercato del lavoro e che ha lo scopo di valutarne il livello di occupabilità (c.d. “profilazione quantitativa”). L’utente, o nel corso della registrazione sul Portale ANPAL o successivamente, compilerà il Curriculum Vitae, (gli utenti che hanno maggiori difficoltà in tale operazione potranno essere supportati dagli operatori del CPI, individualmente o attraverso laboratori di gruppo dedicati).

Successivamente, l’utente sarà interessato da un percorso di orientamento di base, secondo quanto descritto nella scheda di orientamento di base (Allegato ). Tale scheda prende in considerazione alcune variabili di carattere qualitativo, tese a esplorare aspetti legati ai bisogni e alle condizioni personali.

Al termine del percorso di orientamento di base si giungerà a una “profilazione qualitativa”, di supporto alla stipula del Patto di servizio personalizzato che contiene il percorso più adeguato per l’inserimento/reinserimento dell’utente nel mercato del lavoro. Il Patto di servizio personalizzato rappresenta lo strumento principale di attivazione dell’utente in cerca di occupazione.

La combinazione fra misurazione quantitativa della distanza dal mercato del lavoro e l’utilizzo di tecniche di profiling qualitativo migliorerà l’efficacia delle attività di valutazione dell’operatore nell’analisi del bisogno, attivando la persona attraverso le azioni che meglio rispondono alle sue specifiche esigenze e potenzialità.

In sintesi, il percorso è così strutturato:

 accoglienza e prima informazione (LEP A, che prevede tra l’altro):  indicazioni sui servizi per il lavoro, sul sistema di profilazione e sul percorso di attivazione della persona, informazioni sugli adempimenti amministrativi legati alla registrazione presso i servizi competenti;

 DID online (LEP B, che prevede tra l’altro):  eventuale supporto per l’accesso diretto alla DID online e registrazione dei dati sul SIU (per gli utenti che non hanno effettuato l’accesso/registrazione in maniera autonoma) (LEP B);

 predisposizione o aggiornamento della Scheda Anagrafica Professionale (SAP) (LEP B);  orientamento di base (LEP C, che prevede tra l’altro):  un colloquio individuale, dove vengono analizzate le competenze della persona in relazione alla situazione del mercato del lavoro, fornendo indicazioni all’utente circa la opportunità di lavoro e di formazione che meglio si adattano al suo profilo Nel corso di questo colloquio potranno essere approfonditi alcuni aspetti relativi alla condizione personale e professionale dell’utente, così da supportarlo nella comprensione del proprio bisogno (analisi della domanda). Tale attività esita nella profilazione qualitativa dell’utente.

 stipula del Patto di servizio personalizzato (LEP D).

Laddove in sede di orientamento di base emerga un profilo di fragilità, allo scopo di favorire la presa in carico, verrà effettuata una “Profilazione qualitativa approfondita” propedeutica alla stipula di un Patto di servizio personalizzato secondo principi di appropriatezza in base ai bisogni complessi della persona.

L’articolo 18, comma 3, del d. lgs. 150/2015 prevede che le norme del Capo II si applicano al collocamento delle persone con disabilità, di cui alla legge n. 68/1999, “in quanto compatibili”. Il percorso di attivazione, delineato nel Patto di servizio personalizzato, tiene quindi in debito conto la condizione di disabilità e la compatibilità con la disciplina del collocamento mirato. Anche in relazione alle persone con disabilità, qualora emerga un profilo di fragilità, verrà effettuata una “Profilazione qualitativa approfondita”.

IN ALLEGATO IL SISTEMA DEI LEP DEI SERVIZI PER L’IMPIEGO