L’ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE DIVENTA UN DIRITTO

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Pubblicato l’avviso che fa entrare a regime l’assegno di ricollocazione sul territorio nazionale. Il possibile rischio di sovrapposizione con le misure regionali.

E’ stato pubblicato l’Avviso relativo all’entrata a regime dell’Assegno di Ricollocazione che consente ai soggetti accreditati a livello nazionale nonché a quelli accreditati secondo i sistemi di accreditamento regionale di presentare la manifestazione di interesse a partecipare alla iniziativa.

I soggetti già accreditati nell’ambito della sperimentazione non hanno l’onere di manifestare nuovamente il proprio interesse a partecipare.

Le categorie di soggetti che possono richiedere l’assegno di ricollocazione, sono le seguenti:

a) Percettori della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi. Non tutti i disoccupati, dunque, hanno diritto all’assegno, ma solo i percettori di NASpI da più di quattro mesi.

b) I beneficiari del Reddito di Inclusione per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio di cui all’articolo 20 del decreto legislativo n. 150 del 2015; le modalità di identificazione di tali possibili beneficiari saranno definite con successivo provvedimento da definire in accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

c) I lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del decreto legislativo n. 148/2015; le modalità per la richiesta anticipata dell’AdR da parte di questi lavoratori saranno definiti definite con successivi provvedimenti concordati con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

I destinatari potranno liberamente scegliere se usufruire del servizio di assistenza presso i centri per l’impiego o presso i soggetti privati accreditati, ai sensi dell’articolo 12 del Decreto Legislativo n. 150 del 2015. I potenziali destinatari già impegnati in misure di politica attiva analoghe erogate da amministrazioni pubbliche centrali o territoriali non potranno far richiesta dell’Assegno di ricollocazione, per tutta la durata dell’erogazione della misura.

Il Decreto Legislativo n. 150 del 2015 prevede che l’assegno di ricollocazione possa essere speso presso un centro per l’impiego o presso un soggetto accreditato, ai sensi dell’articolo 12 del  Decreto n. 150. Ai sensi della Delibera n. 3/2018, possono erogare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione: a) Le Regioni per il tramite dei centri per l’impiego (sedi operative) dalle stesse individuati; b) I soggetti accreditati ai servizi per il lavoro a livello nazionale; c) I soggetti accreditati all’erogazione dei servizi per il lavoro secondo i sistemi di accreditamento regionale. I soggetti accreditati a livello nazionale e secondo i sistemi di accreditamento regionale possono partecipare alla gestione dei servizi collegati all’AdR a seguito della manifestazione di interesse e inserimento nel Sistema informativo unitario, che ne consentirà la relativa georeferenziazione.

Nelle Regioni considerate “meno sviluppate” o “in transizione”, ai sensi dell’articolo 90 del Regolamento (CE) 1303/2013, (Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise) è consentita la creazione di “Sportelli Temporanei Territoriali”. I soggetti già accreditati a livello nazionale potranno erogare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione nelle Regioni sopra indicate, mediante sportelli territoriali temporanei, in cui dovranno garantire il servizio di ricevimento dell’utenza, l’erogazione dei servizi con postazioni attrezzate per l’accesso ai servizi telematici e la privacy degli utenti. Resta ferma l’esclusiva responsabilità del soggetto accreditato in relazione alle attività svolte ed ai servizi resi presso lo sportello territoriale temporaneo, che devono essere resi esclusivamente da personale dotato di adeguate competenze professionali per svolgere attività di tutor, in forza al medesimo soggetto accreditato. Con riferimento alle sedi temporanee si applicano le medesime procedure di inserimento a sistema previste in relazione alle sedi condivise, nell’ambito della procedura di accreditamento nazionale.

Sul portale www.anpal.gov.it sarà disponibile la procedura informatizzata per consentire ai soggetti accreditati a livello nazionale nonché a quelli accreditati secondo i sistemi di accreditamento regionale di presentare la manifestazione di interesse a partecipare alla iniziativa. Il soggetto accreditato, nel manifestare l’interesse alla partecipazione all’iniziativa, identificherà, all’interno della specifica procedura informatizzata che ne consentirà la relativa georeferenziazione, le sedi operative dove si impegna a rendere disponibile il servizio di assistenza intensiva alla ricerca attiva di lavoro. Le possibilità di presentare la manifestazione di interesse sarà disponibile mediante procedura “a sportello” con finestre temporali mensili, ciascuna con chiusura all’ultimo giorno del mese. La prima finestra temporale per la presentazione delle manifestazioni di interesse va dalla pubblicazione dell’Avviso sul portale www.anpal.gov.it fino all’ultimo giorno dello stesso mese. I soggetti già accreditati nell’ambito della sperimentazione non hanno l’onere di manifestare nuovamente il proprio interesse a partecipare. Allo scopo di mantenere elevati livelli di servizio, i soggetti accreditati possono comunicare, in relazione a specifici periodi di tempo, di non essere più in grado di prendere in carico ulteriori soggetti. In tal caso, l’Anpal non li evidenzia tra i soggetti erogatori disponibili.

Il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione ha una durata di 180 giorni ed inizia dalla data del primo appuntamento svolto. La proroga deve essere richiesta dal destinatario entro il 180° giorno dall’inizio del servizio e accettata dal soggetto erogatore, che la inserirà nel sistema conservando la documentazione. È fatto obbligo al soggetto erogatore di inserire sul Sistema informativo unitario le attività previste nel programma di ricerca intensivo, e di tracciarne l’esito. Ai fini della consuntivazione delle attività e del riconoscimento dei contributi è necessario che venga firmato dal destinatario e dal tutor l’ultimo “Programma di ricerca intensiva” (affinché siano tracciate tutte le attività svolte, inclusa l’offerta di lavoro proposta). E’ fatto obbligo, anche in vista di controlli in loco, di conservare agli atti tutte le eventuali versioni del programma di ricerca intensiva, aggiornate di volta in volta con le attività concordate con il destinatario dell’assegno di ricollocazione.

La presentazione delle richieste di contributo sia per AdR nei casi di successo occupazionale sia per remunerazione a processo avviene esclusivamente tramite le funzionalità messe a disposizione dal  sistema informativo dell’ANPAL. Il soggetto erogatore è tenuto a consuntivare le attività realizzate nel periodo di riferimento, separatamente in due richieste di contributo: una relativa all’AdR nei casi di successo occupazionale e una relativa all’attività a processo, in caso di mancato successo occupazionale. Per attività realizzata, in caso di assegno di ricollocazione con successo occupazionale, si intende l’avvenuta sottoscrizione del contratto di lavoro entro i termini stabiliti e la conservazione del posto di lavoro per il periodo minimo richiesto.

I servizi prestati verranno remunerati al soggetto erogatore cui fanno riferimento uno o più sedi operative. I servizi prestati dai CPI verranno remunerati alla Regione di riferimento secondo concordate tra ANPAL e i competenti uffici regionali. In caso di successo occupazionale, l’Assegno viene riconosciuto sulla base della tipologia di contratto e dell’esito della profilazione. Per i servizi erogati in caso di “successo occupazionale”, il soggetto erogatore dovrà utilizzare l’apposita funzionalità del sistema informativo per generare, con cadenza mensile, la richiesta di contributo secondo l’apposita procedura informatizzata. La domanda di rimborso includerà la somma dei corrispettivi relativi agli AdR con successo occupazionale realizzati.

Il diritto al corrispettivo è maturato ad assunzione avvenuta, ed è corrisposto nelle seguenti modalità: a) Nel caso del contratto a tempo indeterminato, in 2 ratei semestrali di pari importo, il primo dei quali alla stipula del contratto; b) Nel caso di contratto a termine in unica soluzione, alla stipula del contratto.

In caso di mancata conservazione del posto di lavoro per il periodo minimo richiesto (12 mesi nel caso di contratto a tempo indeterminato, 6 o 3 mesi per i contratti a termine) si provvederà al recupero, anche mediante compensazione, delle relative  percentuali dell’importo.

Sono previste verifiche in loco a campione in itinere o ex post – mirate a controllare la presenza della documentazione in originale, l’effettivo svolgimento delle attività, l’effettiva e congrua erogazione e fruizione del servizio in fase di realizzazione e/o a conclusione del servizio. I soggetti erogatori coinvolti nell’attuazione delle misure sono tenuti a consentire lo svolgimento delle verifiche in loco che gli organi di controllo nazionali possono effettuare, anche senza preavviso, in ogni fase dell’attività, nonché ad attività concluse. L’ANPAL si riserva la facoltà di chiedere al soggetto erogatore ogni chiarimento e integrazione necessari ai fini del controllo; i soggetti erogatori sono tenuti a rispondere nei termini e nei modi indicati dall’Agenzia. In presenza di irregolarità sono applicate le regole previste dalla normativa e dalle disposizioni di riferimento nazionali, nonché dall’Avviso. Tutta la documentazione di progetto, e in particolare la documentazione comprovante l’effettivo svolgimento delle attività, dovrà essere conservata per un periodo di 10 anni, e resa disponibile ai fini dei controlli di competenza dell’Agenzia e degli altri organismi preposti. In tutti i casi in cui il l’ANPAL dovesse rilevare l’inosservanza di uno o più obblighi posti a carico del soggetto erogatore potrà procedere al blocco dei successivi compensi e, nei casi in cui i rilievi dovessero riguardare attività già liquidate, al recupero degli importi indebitamente percepiti, anche attraverso il meccanismo della compensazione su altre attività in corso. In caso di revoca dell’accreditamento saranno riconosciute le attività realizzate fino al momento di revoca dello stesso; in caso di sospensione, invece, le attività svolte nel periodo di sospensione non sono rendicontabili. L’ANPAL gestirà direttamente o per il tramite di ANPAL Servizi SpA le procedure di verifica formale e amministrativa delle richieste di contributo ed il conseguente pagamento degli importi a risultato o “ a processo” in favore dei soggetti erogatori. L’Ufficio responsabile dei pagamenti è l’ANPAL.

Con l’entrata a regime dell’assegno di ricollocazione prende quindi il via la politica attiva nazionale di riferimento richiesta dall’attuazione del “ Jobs Act”  ed in particolare dalla riforma del mercato del lavoro. E’ del tutto evidente che questo intervento dovrà tener conto delle misure e dei programmi analoghi che nel frattempo, sulla base dei criteri della profilazione e della remunerazione a risultato, le regioni hanno avviato. E’ questa una delle conseguenze della legislazione concorrente tra Stato e regioni in materia di politiche attive.

Il tema è molto delicato e significativo, in quanto esiste in questi mesi il forte rischio che l’assegno di ricollocazione nazionale costituisca una misura sussidiaria rispetto a quelle regionali ( ossia il contrario di quanto è indicato dal decreto legislativo 150 del 2015) od addirittura una misura in competizione con gli interventi analoghi posti in essere dalle regioni. Spetta al Ministero del Lavoro e all’Anpal porre ordine a questa possibile conseguenza, in intesa con le regioni.