Il nuovo sistema informativo come motore del Jobs Act

Maurizio interno 1

Il Jobs Act attribuisce al sistema informativo del lavoro un ruolo chiave nello sviluppo delle politiche attive. Maurizio Sorcioni approfondisce cosa dovrà diventare il sistema informativo del lavoro per attuare gli interventi previsti dalla riforma.

L’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) sarà il soggetto a cui verrà chiesto di gestire il nuovo SIL, sostenendo la transizione dall’attuale scenario caratterizzato dalla integrazione di una molteplicità di sistemi regionali diversi (il sistema informativo unitario) al Sistema Informativo Unico che prevede, per altro che tutti i lavoratori disoccupati percettori e non si registrino al Portale Unico (nazionale) delle politiche del lavoro. Il ruolo del sistema nuovo informativo è dunque strategico ed alla sua piena funzionalità sono affidati diversi obbiettivi previsti nel Jobs Act:

  1. la definizione delle platee dei lavoratori (target) destinatari delle politiche attive descrivendone le diverse caratteristiche socio professionali;

  2. il profiling al quale sono associate le entità dell’Assegno di ricollocazione e la determinazione delle misure di politica attiva da realizzare in funzione del livello di occupabilità dei target;

  3. la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni che necessariamente dovranno essere definiti sulla base delle evidenze tratte dal sistema informativo del lavoro;

  4. lo scouting della domanda di lavoro al fine di fornire agli operatori pubblici e privati una mappa costantemente aggiornata delle opportunità di lavoro a livello territoriale;

  5. la determinazione della cosiddetta offerta di lavoro congrua essenziale per l’ applicazione del principio della condizionalità;

  6. l’attività di monitoraggio e di valutazione delle politiche del lavoro e dello stesso JOBS ACT.

Le indicazioni contenute nel decreto di riordino delle politiche attive ed i servizi per il lavoro delineano, quindi, uno scenario in cui le informazioni tratte dal nuovo sistema informativo avranno due funzioni strategiche:

  • da un lato dovranno sostenere la programmazione, la gestione ed il marketing delle politiche del lavoro attraverso la produzione di informazioni in grado di orientare l’azione degli operatori pubblici e privati;

  • dall’altro dovranno garantire un monitoraggio continuo delle diverse misure messe in campo dal JOBS ACT.

Come si è detto, la disponibilità di informazioni sui target, sui livelli di occupabilità e sui processi di transizione professionale dei disoccupati sono essenziali per il raggiungimento degli obbiettivi della legge ed è dunque decisivo che l’ANPAL svolga da subito quella finzione di provider di informazioni che la legge gli attribuisce. In passato il problema è stato molto sottovalutato e c’è il rischio che nelle more di uno stanco dibattito sulle competenze (a chi spetta gestire le informazioni tra stato e regioni) l’applicazione degli interventi previsti dal decreto di riordino venga fortemente ritardata.

Può essere utile quindi fornire una serie di indicazioni operative che mostrino come valorizzare da subito la base informativa esistente (disponibile a livello nazionale), tenendo in considerazione il fatto che si tratta delle stesse informazioni che possono utilizzate per lo sviluppo dei sistemi di monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro.

Nel corso degli ultimi anni il Ministero del lavoro ha consolidato le proprie dotazioni informatiche ed oggi dispone di un patrimonio informativo molto consistente composto oltre che dal sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie e da quello dei percettori di sostegni al reddito (messo a disposizione da INPS per legge) dalla banca dati dei soggetti registrati al programma Garanzia Giovani che ha rappresentato negli ultimi due anni la prima sperimentazione del nuovo sistema informativo.

In attesa che affluiscano anche le informazioni sulle politiche attive e sulla formazione professionale (come previsto dall’articolo 13 del dlgs 150/2015), l’Agenzia che eredita il sistema ministeriale sfruttando le risorse informative esistenti già oggi e senza particolati investimenti in infrastrutture tecnologiche sarebbe in grado di coprire almeno parte dei fabbisogni informativi più urgenti. Collegando il sistema delle informativo delle comunicazioni obbligatorie al sistema informativo dei percettori (attività già realizzata nel monitoraggio dell’Accordo Stato Regioni da Italia lavoro ed ISFOL) ed alla banca dati su garanzia giovani sarebbe possibile fin da subito disporre delle prime informazioni necessarie a programmare le nuove politiche attive:

  1. individuando alcuni dei target prioritari del Jobs Act definendo cioè le platee di riferimento relativamente ai giovani ed ai percettori di indennità di disoccupazione, di mobilità e di altri ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro. Tale attività consentirebbe di programmare l’implementazione dell’Assegno di ricollocazione e sicuramente parte delle misure di attivazione per bacino dei servizi per il lavoro (tra l’altro i dati dei tre sistemi informativi consentono di localizzare in modo molto dettagliato i lavoratori e le unità produttive a cui fanno riferimento nel territorio);

  2. individuando il profilo professionale (profiling) dei target sfruttando il potenziale informativo delle comunicazioni obbligatorie del sistema informativo dei percettori e della banca dati di garanzia Giovani. L’analisi longitudinale delle storie professionali dei lavoratori registrati nei tre sistemi permetterebbe in modo agevole di determinarne il profilo di occupabilità di ciascun lavoratore sfruttando i dati di fonte amministrativa presenti negli archivi. Se poi fosse possibile collegare i dati contenuti nei due archivi al sistema informativo dell’ISEE sarebbe possibile completarne il profiling anche in base alle caratteristiche socio economiche del nucleo familiare;

  3. definendo una mappa della domanda di lavoro dipendente e parasubordinato a livello di bacino dei servizi per il lavoro (grazie al livello di dettaglio territoriale degli archivi amministrativi) per fornire agli operatori pubblici e privati che operano nei bacini di ciascun CPI le indicazioni sulle aziende che assumono per tipologia di contratto, favorendo quindi le attività di scouting della domanda.

Ovviamente l’Agenzia potrebbe, in tempi relativamente brevi, valorizzare tale patrimonio informativo anche per determinare le dotazioni ottimali dei servizi per il lavoro, le proposte relative ai livelli essenziali delle prestazioni e l’offerta di lavoro congrua.

Ma il sistema informativo esistente potrebbe essere, altrettanto rapidamente, sfruttato dall’ANPAL per avviare la realizzazione del Portale Unico di registrazione e del Fascicolo elettronico del lavoratore. Collegando le tre basi dati precedentemente indicate attraverso l’identificativo della persona potrebbe essere generato un primo archivio dinamico in cui potrebbero confluire le informazioni di natura anagrafica e professionale (posizioni e transizioni) nonché quelle relative ai sostegni al reddito ed alle componenti di politica attiva tracciate dalle CO (Apprendistato tirocinio ed incentivi all’occupazione) e dando vita al primo embrione di fascicolo elettronico del lavoratore che potrebbe essere successivamente completato con i dati sulla partecipazione alle altre misure di politica attiva e di formazione professionale.

Anche se incompleto il processo di integrazione delle fonti già esistenti consentirebbe all’ANPAL di mettere a disposizione degli operatori competenti (ovvero sia agli operatori cui spetta la presa in carico dei disoccupati e che sono autorizzati al trattamento delle informazioni individuali) un primo set preziosissimo di informazioni che, attraverso un accesso on line, potrebbe essere utilizzato per gestire le diverse fasi del processo di presa in carico ed attivazione anche nelle regioni dove oggi i sistemi informativi regionali sono fortemente deficitari. A loro volta gli operatori potrebbero, al momento del contatto con i disoccupati, alimentare l’archivio completando il fascicolo del lavoratore con le informazioni mancanti (Istruzione, qualifica, partecipazione alle diverse politiche attive o alla formazione), oppure inserendo uno nuovo profilo se il lavoratore non è presente in archivio. E tutto ciò senza sovrapporsi ai sistemi informativi esistenti a livello regionale.

Il vantaggio per gli operatori autorizzati (CPI in primis) sarebbe quello di poter accedere ad un archivio unico, costantemente aggiornato per conoscere il profilo tracciato a livello nazionale dei lavoratori che si presentano allo sportello o che non si presentano ma beneficiano di una indennità di disoccupazione o di sostegno al reddito (su tutto il territorio nazionale).

Il vantaggio per l’ANPAL sarebbe invece quelle di alimentare il sistema informativo con le informazioni sul patto di servizio e sulle politiche attive alle quali il lavoratore viene orientato dai servizi ponendo le basi di quel sistema informativo unico dalla cui realizzazione dipende buona parte del successo delle nuove politiche del lavoro.