Come far conoscere i giovani alle imprese

Intervista a Nicola Rossi , amministratore delegato di Monster Italia, sugli strumenti di incontro tra domanda ed offerta e sull’inserimento al lavoro dei giovani attraverso il recruiting on line ed i Job Day

1.   Dall’osservatorio privilegiato di Monster Italia, quali sono state le tendenze del mercato del lavoro italiano in questi mesi e quali sono quelle che vi immaginate per il prossimo autunno ?

La tendenza dell’occupazione in Italia è in leggero trend positivo rispetto a un anno fa, ma pur sempre in un contesto altamente difficile in cui il dato sulla disoccupazione giovanile incide parecchio.
Senza una forte e discontinua politica attiva a sostegno dell’inserimento al lavoro ed al ruolo delle strutture che se ne occupano, come per esempio attraverso il programma della Garanzia giovani, è difficile immagine una prossima tendenza positiva o un cambiamento adeguato alle necessità.

 

2.   I profili professionali più richiesti cambiano da zona a zona, che cosa emerge dalle vostre aziende clienti e dai vostri monitoraggi rispetto alle figure maggiormente cercate dalle imprese ?

Le imprese, dal  nostro campione di clienti,  sostanzialmente richiedono tre figure di riferimento: ingegneri, profili commerciali e addetti all’innovazione tecnologica. Un settore che sta evidenziando un buon dinamismo in termini di recruiting è inoltre il retail. La maggior parte delle nostre opportunità si collocano in questi ambiti.

 

 3.   In questi ultimi anni Monster ha realizzato con diversi enti locali, soprattutto province, i JOB DAY. Di cosa si tratta ?

 Si tratta di giornate pubbliche volte a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Non sono semplici vetrine, ma eventi per far incontrare aziende che hanno vacancies aperte con candidati allineati.
E’ un bel momento di incontro tra servizi pubblici e privati, una collaborazione davvero efficace che dovrebbe essere conosciuta e promossa anche dal Ministero del Lavoro e dalla Regioni.

Monster e le Province, tramite i centri per l’impiego, individuano le vacancies, le posizioni vacanti aperte sul territorio, le pubblicano su Monster e il portale della Provincia. Monster quindi individua e attrae i candidati che rispondono agli annunci, dopo di che effettua uno screening dei cv ricevuti e invita all’evento ad incontrare personale aziendale quelli giudicati allineati.

 

4.   Qual è in genere l’impatto di questi interventi e come procedete a selezionare i candidati ?

 Piuttosto buono. Abbiamo fatto molti eventi, di portata tra loro diversa rispetto al numero di posti vacanti offerti. In generale le visite al sito per informarsi sull’evento sono nell’ordine delle decine di migliaia. Uno su dieci tra i visitatori in media poi si candida, in genere abbiamo circa tre- quattromila candidati ad ogni evento provinciale. Di questi meno la metà risulta effettivamente idoneo e viene  convocato per il colloquio. Su mille persone colloquiate e ritenute valide la percentuale poi di effettiva assunzione rispetto ai posti messi a disposizione è in media di circa il trentacinque per cento, ma può variare rispetto ai profili messi a disposizione.

 

 5.   Dai dati risulta che almeno il trenta per cento dei candidati da voi selezionati e giudicati idonei e che quindi prendono un appuntamento, non si presentano poi al colloquio. Questo avviene da Pordenone a Catanzaro, come emerge dalla vostra reportistica.  Da cosa dipende questo fenomeno ?

Temo ci sia una forte componente di sfiducia nelle persone che stanno cercando lavoro dovuta a tante passate promesse non mantenute. La cosa interessante di questi Job day e il feedback dei partecipanti: non è come tutti gli altri incontri di career day, perchè questo è un vero e proprio matching con le imprese. Si  passa la preselezione e poi si fanno colloqui veri con personale aziendale su specifiche ricerche. Forse non tutti i giovani se ne rendono conto o magari non sono convinti di potercela fare. E’ però un dato che fa riflettere: non è un trenta per cento di scoraggiati all’attivazione al lavoro, ma la percentuale riguarda persone che si sono già attivate e poi non viene al colloquio.

 

6.   Qual è l’approccio tipico dei giovani italiani nella ricerca del lavoro, vi risulta che molti nostri giovani siano un po’ “ seduti” in attesa che qualcuno si muova per loro e gli trovi il posto ?

Non si può generalizzare. Però credo che i ragazzi debbano essere incentivati, stimolati e recuperare la fiducia. Le istituzioni pubbliche hanno investito poco in questi anni, le iniziative che si fanno partono in genere in un clima di sfiducia che si può recuperare solo attraverso una grande strategia nazionale di sostegno alla promozione ed attivazione al lavoro. Serve questo e serve davvero in tempi rapidi.