L’integrazione tra servizi pubblici e privati per il lavoro

L’esperienza di promozione di politiche attive con la collaborazione tra centri per l’impiego ed agenzie per il lavoro della Provincia di Firenze spiegata nel reportage di Tonia Garofano 

 

Pubblico e privato insieme per favorire l’occupazione e promuovere politiche del lavoro di qualità. Questo l’obiettivo del progetto integrato di politica attiva del lavoro di natura sperimentale, avviato in Provincia di Firenze e basato sull’integrazione operativa tra i Centri per l’impiego provinciali e le Agenzie private per il Lavoro. Un progetto finalizzato all’orientamento e all’accompagnamento al lavoro  di soggetti con difficoltà di ingresso e di reintegro nel mercato del lavoro, nato con un Protocollo d’Intesa sottoscritto il 27 Aprile 2011, tra la Provincia di Firenze, le Organizzazioni Sindacali Territoriali CGIL, CISL, UIL e Assolavoro.

L’intervento – sostenuto dalla Provincia con i fondi FSE per le iniziative di accompagnamento e inserimento lavorativo e con i fondi Formatemp delle ApL per le iniziative formative – si basa su un sistema di reale integrazione tra servizi pubblici e privati per il lavoro: alla Provincia, che riveste un ruolo chiave nella definizione degli obiettivi di politica attiva, e ai CPI, che curano la relazione con i destinatari e mettono a sistema sui database le informazioni relative ai lavoratori, si affiancano le ApL, che rendono disponibili il loro know how nella preselezione e la loro rete di relazioni con il tessuto produttivo provinciale.

Un meccanismo semplice, eppur innovativo, alla base della sperimentazione: a seguito della pubblicazione dell’Avviso pubblico per interventi di riqualificazione professionale e inserimento lavorativo, gli operatori dei CpI verificano i requisiti dei destinatari che hanno presentato domanda e inseriscono i curricula nella banca dati, aperta alla visualizzazione da parte delle ApL, che possono contattare direttamente i candidati e proporre loro, ove necessario, un percorso formativo che provvederanno ad attivare direttamente. L’erogazione degli interventi di politica attiva prevede la messa in disponibilità di un  mix di strumenti sia propedeutici sia contestuali all’inserimento lavorativo e tarati sulle specifiche competenze e professionalità dei destinatari, nonché in linea con la domanda di lavoro locale.

In capo al lavoratore, un sistema di incentivi all’assunzione, che prevede anche la complementarietà con altre opportunità di incentivazione previste a livello regionale e nazionale.

Se il percorso di accompagnamento al lavoro si concretizza, l’ApL che lo ha realizzato riceve un compenso economico proporzionale alla durata.

 

La sperimentazione, in circa un anno (dal 3 ottobre 2011 al 08 novembre 2012), ha permesso di ottenere numeri significativi: sia pur in un contesto economico molto negativo, su un totale di 805 curricula, si sono avute 3.233 valutazioni (in media ogni cv è stato visto 4 volte), per 1.263 contatti diretti, 724 colloqui, 138 inserimenti in corsi di formazione, 67 assunzioni, 23 delle quali prorogate.

Numeri che hanno spinto i soggetti coinvolti a replicare l’iniziativa, rafforzandola e rilanciandone strumenti e obiettivi. Il 18 gennaio 2013, il Protocollo di Intesa tra Provincia di Firenze, Organizzazioni Sindacali Territoriali e Assolavoro è stato rinnovato e integrato, dando avvio ad una nuova fase dell’intervento. Il nuovo Protocollo ha apportato modifiche ed integrazione, al fine di procedere sulla strada dell’integrazione e contribuire a delineare un modello di raccordo pubblico-privato soddisfacente ed efficiente.

Novità sostanziali, per la seconda edizione, a partire dalle categorie di lavoratori che possono essere coinvolte nel progetto: agli inoccupati/disoccupati iscritti ai CpI e alle donne disoccupate, si affiancano gli “esodati”. Ma innovativa risulta soprattutto la modalità di partecipazione delle ApL, che finora potevano aderire liberamente al progetto mediante apposita convenzione. “Se la prima edizione della sperimentazione prevedeva la possibilità di accesso libero (sempre tramite evidenza pubblica) delle ApL e la libertà, concessa alle 13 Agenzie partecipanti, di scegliere tra i profili dei lavoratori presenti sulla banca dati dei CpI – rischiando, così, di non garantire un servizio a tutti gli utenti iscritti – per la nuova edizione abbiamo ristretto campo, con la pubblicazione di un bando ed una selezione delle ApL che hanno inoltrato adesione. Abbiamo, quindi, previsto una nuova modalità di attribuzione dei lavoratori: nella nuova edizione, il sistema affida ad ogni ApL, con un meccanismo random, 100 lavoratori, in modo da garantire ad ognuno un servizio di accompagnamento al lavoro e l’attivazione di specifici e coerenti servizi di politica attiva. Ciò ha consentito di ridurre a 4 il numero delle Agenzie e a circa 400 il numero di destinatari”, ci spiega il Dott. Alessandro Belisario, Dirigente dell’Area Politiche del Lavoro della Provincia di Firenze.

Anche nella seconda sperimentazione, invece, è stato confermato il ruolo di supervisione del progetto da parte del Comitato di Pilotaggio composto da rappresentanti della Provincia, delle APL e delle tre organizzazioni sindacali territoriali che hanno sottoscritto il progetto.

Un sistema, quello introdotto, che potrebbe senz’altro contribuire ad evitare eventuali rischi di scarsa attenzione nei confronti dei profili dei candidati di più facile inserimento  (il c.d cherry pickin) e di più scarso supporto riservato ai soggetti per i quali maggiori sono gli ostacoli ad un ingresso nei processi produttivi (il c.d parking). “Un principio ottimo, introdotto anche su richiesta di Assolavoro, perché siamo convinti che sia necessario procedere sulla base di qualità e risultati, per individuare e selezionare i soggetti privati che danno maggiori garanzie”, ci spiega il Dott. Mauro Boati, di Assolavoro. Su richiesta di Assolavoro, il progetto prevede anche un sistema di “monitoraggio dei risultati pubblico e accessibile, al fine di contribuire a creare stimoli per le agenzie e di supportare i lavoratori nella scelta degli operatori ai quali rivolgersi.”

Altra novità, il sistema di premialità, con una maggiore attenzione alle fasi di valutazione, colloquio e inserimento in formazione, perché sono proprio queste fasi preliminari a rendere un profilo più appetibile. Per le assunzioni le ApL potranno ricevere da un minimo di circa 300 euro ad un massimo di 3.000. “Si tratta di un meccanismo di premialità legato ai risultati raggiunti, che riconosce i premi a servizi resi e risultati ottenuti”, aggiunge il Dott. Mauro Boati.

La nuova sperimentazione prevede anche una integrazione tra CpI e APL più concreta e reale, “dal momento che il restringimento dei numeri consente un dialogo più costante e una integrazione più massiccia: gli incontri degli operatori delle ApL con i lavoratori si svolgono, spesso, nelle sedi stesse dei CpI”, aggiunge il Dott. Alessandro Belisario. Un percorso in direzione di una sempre maggiore integrazione tra i CpI e ApL, con la previsione di seminari tra operatori per lo scambio di informazioni sugli aspetti di natura operativa e sulla situazione occupazionale del territorio.

 

Un progetto di successo, quello realizzato in Provincia di Firenze, che risponde ad un modello di integrazione maturo e strutturato: a rendere efficiente un modello di integrazione – ci spiega il Dott. Mauro Boati -“la necessità di identificare le competenze specifiche degli attori, per evitare sovrapposizioni. Le regole di realizzazione del raccordo, le competenze, al di là di ciò che dice la norma, vanno definite insieme, prima che la misura abbia effettiva attuazione. È necessario progettare insieme, perché nel raccordo tra soggetti competenti le agenzie non si impossessano di competenze spettanti al pubblico, non si sovrappongono, ma concorrono a completare le attività. La Provincia di Firenze ha proceduto in questo modo: il pubblico ha definito il quadro, stabilendo in collaborazione con il privato come operare. È avvenuta una reale progettazione comune, al fine di rendere davvero praticabile l’intervento”.