Il modello di welfare occupazionale in Lombardia

Il nuovo libro di Francesco Giubileo intende rispondere ad una serie di interrogativi che riguardano il ruolo dei servizi pubblici per l’impiego (SPI) nel mercato del lavoro in Lombardia.  

Il termine SPI comprende una serie di strumenti operativi, messi in campo da vari attori, finanziati da risorse pubbliche, con lo scopo di orientare, formare, accompagnare e/o collocare i soggetti alla ricerca di un nuovo lavoro. Tali servizi sono ritenuti dalla Commissione Europea fondamentali per realizzare la Strategia europea per l’occupazione ed è quindi lecito domandarsi, dopo circa due decenni dalla definizione di tale strategia, quale ruolo oggi questi servizi ricoprano nelle politiche del lavoro. In tal senso, è possibile che si sia realizzata una certa armonizzazione tra vari contesti nazionali, all’interno dei quali è necessario comprendere l’importanza dell’attore privato per quanto riguarda l’erogazione delle politiche attive e l’inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro.

L’ingresso del privato nell’erogazione dei Servizi pubblici per l’impiego permette di approfondire e studiare la teoria economica dell’Agente-principale, che ad oggi è ancora allo stadio iniziale, per quanto riguarda queste tematiche. Il motivo di poca attenzione all’argomento è da attribuire al fatto che questa teoria è diventata rilevante solo dopo la fase di “decentramento” amministrativo e dopo la fine del monopolio pubblico al collocamento, processi avvenuti in Italia a partire dalla metà degli anni novanta ed effettivamente riformati dalle legislazioni regionali solo dopo il 2005. Comprendere come il legislatore nazionale e regionale hanno inteso l’apertura al mercato dell’attività di intermediazione e, in generale, come hanno riformato le politiche attive del lavoro, significa comprendere in che modo è stato realizzato il principio di sussidiarietà.

A ciò si aggiunge che, là dove si è realizzato l’accreditamento (il modello di regolazione che definisce i requisiti richiesti all’attore privato per erogare i servizi per l’impiego), è necessario comprendere quali sono stati i principiali interventi che hanno ridotto il rischio di opportunismo (azzardo morale o selezione avversa) dell’attore privato, definiti proprio dalla teoria dell’Agente principale. Una volta chiarito quali sono gli attori coinvolti negli SPI, si può introdurre un ulteriore interrogativo, che è legato al ruolo dei Centri per l’impiego nel cercare lavoro. In particolare la letteratura, per quanto riguarda il nostro Paese, attribuisce all’attore pubblico il ruolo residuale rispetto ad altri canali (limitandolo ai soggetti “deboli” del mercato del lavoro), pertanto va verificato se tali considerazioni rappresentano una caratteristica comune ad altri Paesi europei o se invece, rappresentano una peculiarità tutta italiana.

Per quanto riguarda la capacità dell’attore pubblico nel trovare lavoro, l’argomento apre a sua volta tutta una serie di interrogativi. In tal senso, una delle domande centrali di questo libro è quanto l’attore pubblico lombardo è in grado di collocare rispetto ad altri canali di ricerca.

Date le considerazioni fatte precedentemente, è possibile che questa attività venga realizzata anche dalle Agenzie private, pertanto è fondamentale comprendere in che modo si è realizzato il modello di accreditamento in Lombardia nella fase di intermediazione. Tale delega in Lombardia sarà oggetto di analisi nelle questioni conclusive del testo, dove si tenterà di costruire dei “modelli idealtipici” di accreditamento in chiave comparativa. Inoltre, proprio sulla base del confronto con le altre realtà ed esperienze nazionali si tenterà di vedere se è possibile fornire un giudizio sulla modalità di applicazione del principio di sussidiarietà in Lombardia.

 

Riferimenti:

Giubileo Francesco

Il modello di welfare occupazionale in Lombardia

Modello di governante dei servizi pubblici per l’impiego realizzati in Lombardia.

Editore: Emil di Odoya, Bologna. 2013 – ISBN 978-88-6680-068-2, www.ilibridiemil.it