I mestieri più richiesti secondo i focus Openjob metis

I mestieri della pelle. Per i non addetti ai lavori, leggere per la prima volta i nomi delle professioni legate al mondo del settore conciario significa addentrarsi in un ambito affascinante e di antichissima tradizione: che cosa impara a fare, in concreto, un palissonatore o un bottalatore? La lista può proseguire ancora, incontrando il rifilatore o l’inchiodatore, lo spaccatore e il rifinitore, il pressatore, lo scarnatore, il rasatore e lo smerigliatore.La filiale Openjobmetis di Montecchio – in provincia di Vicenza – si sta trasformando in un vero e proprio distretto ad alta specializzazione professionale per l’ambito conciario. “Sono davvero molte – spiega Chiara Zonzin, responsabile di zona – le aziende che si rivolgono a noi in cerca di lavoratori la ci caratteristica distintiva è quella di essere sempre più difficili da trovare. Ad oggi sono diverse decine le persone ricercate e il trend si sta mantenendo costante”. Si tratta infatti di professioni che è possibile imparare davvero solamente sul campo e per le quali solo percorsi formativi ad hoc possono rappresentare lo strumento didattico reale per specializzarsi. A questo scopo, e grazie ai fondi Forma.temp di cui può disporre, Openjob metis organizza corsi professionali specifici e cosiddetti “on the job”, ovvero corsi tenuti presso le stesse aziende e finalizzati all’apprendimento pratico di una specifica mansione. Una vera risorsa in grado di segnare una svolta anche per i più giovani, in un momento di generalizzata difficoltà di accesso al mondo del lavoro. In occasione degli on the job, infatti, il partecipante è poi assunto con un contratto di somministrazione dall’Agenzia per il Lavoro ed è affiancato da un tutor dipendente dell’azienda ed ormai esperto nella mansione.

I dati dell’Osservatorio Openjobmetis offrono inoltre un interessante spaccato della situazione lavorativa in città. I numeri attestano che sono quasi un centinaio le persone assunte dall’inizio dell’anno, nel settore conciario ma anche in molti altri.

Nella maggior parte dei casi si è trattato di lavoratori italiani ma non mancano i provenienti da altre nazioni: Romania, Marocco, Senegal e Ghana le più occorrenti.

Molto variabile l’età di chi ha trovato impiego tramite la sola filiale Openjobmetis di Montecchio: dai 21 ai 56 anni. Nel 60% dei casi si è trattato di uomini. Metalmeccanica e industria il ccnl più diffuso.

I  mestieri della grafica. Secondo l’Osservatorio Openjobmetis sono state più di 300 in tutta Italia le risorse che nel primo semestre 2012 hanno trovato un impiego nel settore della grafica, dell’editoria e della cartotecnica.

Per quanto riguarda l’industria grafica e l’editoria, la maggior parte delle assunzioni – oltre il 45% – si sono concentrate nel Nord Italia. Diverse le figure impiegate nelle industrie di Lombardia, Piemonte e Veneto: in ambito produttivo, il profilo più richiesto è quello dell’addetto al confezionamento e all’imballaggio, seguito a ruota dall’addetto alle macchine. In ambito office, è particolarmente alta la richiesta di commerciali e addetti marketing, segno che le aziende stanno investendo di più su figure in grado di assicurare un buon turnover di vendite, e di impiegati amministrativi. Anche al Sud nel periodo considerato c’è stata una discreta richiesta di operai, in particolare addetti all’allestimento, concentrata in particolare in Calabria: qui, infatti, sono stati 51 i profili inseriti da gennaio ad oggi. Infine, nel Centro Italia, l’Emilia Romagna ha raggiunto quota 20 assunzioni, la quasi totalità nel comparto grafico con il ruolo di addetti al controllo qualità.

A livello di area geografica, un simile trend si è registrato anche nel mondo della cartotecnica: quasi il 70% delle assunzioni, infatti, è avvenuto nel Nord Italia. Prima la Lombardia, con 60 risorse inserite nelle industrie locali da gennaio a giugno, seguita a ruota da Piemonte e Veneto, con un totale di 28 risorse avviate al lavoro nei mesi di riferimento. Si tratta soprattutto di profili tecniche, come addetti alla produzione e ai macchinari (stampa offset e digitale, macchine piega e incolla, ondulatrici, calandre, macchine semiautomatiche, etichettatrici). Sempre molto richiesti nel comparto anche gli addetti al confezionamento, in particolare in Abruzzo, Emilia Romagna e Lombardia.

In generale, in tutti i settori considerati prevalgono lavoratori italiani (circa l’80%) e di sesso maschile, anche se la percentuale di donne che lavorano nel comparto sta crescendo ed ha già superato il 35%.

I mestieri del comparto lattiero caseario. Giugno 2012: sono partiti 101 volte, come nella famosa “carica”, i lavoratori assunti da Openjobmetis, dall’inizio dell’anno a oggi, alla volta di industrie del comparto lattiero caseario. I dati pubblicati dall’Osservatorio Openjobmetis offrono uno spaccato su quanto avviene, in termini di effettive richieste di forza lavoro, all’interno del comparto lattiero caseario, ccnl “alimentari industria”.

Nella stragrande maggioranza dei casi – parliamo del 75,2% delle occorrenze – si è trattato di mansioni nell’ambito della pura lavorazione del latte (ove vengono comprese alcune funzionalità specifiche quali la mantecatura e la stagionatura dei formaggi e la miscelazione e il riempimento delle vaschette contenitive per i gelati).

Al 2° posto, con un 12,8%, troviamo l’universo del confezionamento e dello stoccaggio.

Il 3° posto coincide con il 4°: il restante 11,8% delle missioni professionali è infatti suddiviso equamente tra le operazioni di vendita e promozione (ivi comprese le preliminari operazioni di preparazione degli ordini e imbustamento) e la logistica (per tutti gli impegni di carico, scarico e movimentazione delle merci, di stoccaggio e di gestione generale dei magazzini).

 

Tabella 1: Mansioni richieste nel comparto lattiero caseario

Leggera prevalenza per le “assunzioni in rosa”: su 101 persone assunte, 56 erano donne, 45 uomini.

 

Tabella 2: Assunzioni di donne vs uomini

I lavoratori Italiani? Rappresentano il 34% del totale. Al 2° posto si incontrano invece i Marocchini, con il 19,8% delle occorrenze. Il 3° posto, con il 7,9%, con il  se lo aggiudicano infine i lavoratori provenienti dal Ghana. 4° posto: Dominicani – 6,9%. 5° posto, a pari merito: Ucraina e Costa d’Avorio (5,9%). Eterogeneo il restante 19,6% (Albania, Burkina Faso, Benin, Croazia, India, Isole Seychelles, Camerun, Nigeria, Sri Lanka).

 

Tabella 3: Percentuali di lavoratori italiani vs stranieri

La partita del lavoro nel comparto in oggetto di studio è giocata sostanzialmente nell’Italia del Centro Nord. La parte del leone la fa l’Emilia Romagna, con 71 assunzioni. Segue il Piemonte con 15 assunzioni e la Lombardia con 11 assunzioni. Fanno la loro comparsa anche il Veneto con 3 assunzioni e la Toscana con 1 sola assunzione.

 

Tabella 4: Regioni d’Italia attive nel comparto lattiero caseario

E proprio in Emilia Romagna, recentemente sconvolta dalle scosse del terremoto, Openjobmetis ha recentemente inviato in missione professionale 6 lavoratori, sostenendone interamente i costi, quale gesto di solidarietà ad un’azienda cliente duramente colpita (il Caseificio La Cappelletta di San Possidono, in provincia di Modena). Il loro scopo è quello di rimettere in ordine – operando interamente a mano – un magazzino sconvolto dal sisma, nel quale giacciono ora, rovesciate, oltre 43.000 forme di Parmigiano Reggiano. Le forme del prezioso “oro bianco” reggiano, simbolo dell’eccellenza produttiva alimentare italiana nel mondo, verranno ricondotte alle successive destinazioni di lavorazione quali, per esempio, la vendita al taglio o la grattugia presso altre aziende specializzate in queste funzioni o in esercizi commerciali al dettaglio.

Focus Diversity Talent. È la nuova divisione di Openjobmetis dedicata a specifiche categorie di Risorse: dalle categorie protette (L. 68/99) al personale in mobilità, CIG e over 50, fino ai giovanissimi alla ricerca del loro primo impiego. L’obiettivo è offrire un supporto valido e qualificato sia ai candidati che alle aziende, grazie a un team di professionisti in grado di incrociare efficacemente domanda e offerta di lavoro. In questa direzione si muove la nuova proposta studiata per dare un contributo concreto per un mercato del lavoro aperto e più accessibile.

 

Diversity Talent è organizzata in tre linee operative, per offrire una consulenza specifica:

  • H Talent: specializzata nel collocamento a norma della Legge 68/99, si rivolge a profili di qualsiasi livello, anche middle e top.
  • New Talent: specializzata nel collocamento delle Risorse in mobilità, CIG e over 50, il cui bagaglio di esperienza rappresenta un valore enorme.

  • First Talent: dedicata ai giovani alla ricerca del primo impiego, attraverso forme contrattuali come l’apprendistato e il tirocinio.

 

La Divisione Diversity Talent offre un servizio di ricerca, selezione e consulenza mirato, che prevede l’analisi attenta delle peculiarità di ciascun candidato e delle esigenze dell’azienda, per favorire l’incontro positivo fra domanda e offerta, attraverso il quale i “talenti” possano essere valorizzati ed apportare, a loro volta, valore aggiunto all’azienda. Parallelamente, il team Diversity supporta le aziende in tutte le fasi di gestione delle pratiche amministrative. Attraverso le quattro sedi di Milano, Roma, Torino e Padova, il team Diversity Talent opera su tutto il territorio nazionale collaborando sinergicamente con le 130 filiali Openjobmetis. “Siamo orgogliosi di poter offrire un servizio che va a vantaggio di tutte quelle Risorse che più faticano a trovare il giusto collocamento nel mercato del lavoro – dichiara Mariella Bruno, responsabile di Divisione. La Divisione Diversity Talent si avvale di un team motivato che crede nelle potenzialità di talenti le cui caratteristiche, nonché il bagaglio di esperienza e l’entusiasmo, possono rappresentare un enorme valore aggiunto. La ricerca di lavoro, oggi, rappresenta una problematica largamente diffusa per un numero sempre più ampio di persone: per questo, garantire un servizio efficiente, mirato e di qualità è fondamentale nello svolgimento del nostro lavoro, a maggior ragione se a beneficiarne sono persone che risultano più svantaggiate di altre nel trovare un impiego soddisfacente ” conclude la Bruno. La Divisione è impegnata attivamente nel diffondere la cultura del “diversity management” anche attraverso l’organizzazione di workshop, l’attivazione di convenzioni con Università e associazioni, e la costruzione di un network per la promozione della Responsabilità Sociale d’Impresa, a livello pubblico e privato, su azioni condivise, per un mercato del lavoro aperto a nuove sinergie.