Trovare lavoro all’estero. Paesi scandinavi

Forse perché c’è crisi, forse perché siamo europei, forse perché l’inglese è diventato una lingua più comune e conosciuta, ma i giovani italiani hanno ripreso ad andare ad imparare e a lavorare all’estero. Non è una abitudine che negli anni della crescita occupazionale ( fino a quattro anni fa) era venuta meno, ma se fino a qualche anno fa il fenomeno della formazione, del perfezionamento e del lavoro all’estero riguardava poche persone, soprattutto con una alta formazione, oggi la dimensione del lavoro dei giovani italiani all’estero ha caratteristiche ben diverse e più ampie. Può essere una necessità per via della crisi, può essere una esperienza temporanea oppure una scelta di vita, ma è utile conoscere ed orientarsi sulle opportunità di impiego all’estero. Esistono servizi pubblici europei che informano sulle opportunità di impiego, come Eures ( un servizio regionale accessibile sia direttamente tramite i centri per l’impiego delle Province che attraverso i servizi on line) e grandi motori di ricerca e filiali di agenzie per il lavoro multinazionali che possono dare non solo informazioni generali, ma anche selezionare il candidato italiano direttamente per una opportunità di impiego,una vacancy, all’estero. Tra questi motori di ricerca basti citare Monster, mentre Randstad, Adecco e Manpower sono tra le più note agenzie per il lavoro multinazionali operanti in Italia.

Eppure prima di mettersi a cercare lavoro all’estero è anche utile conoscere le condizioni economiche e sociali del territorio, capire quali sono le opportunità che si chiedono e le regole necessarie per vivere e lavorare. Iniziamo con l’Europa, in quanto con la cittadinanza sociale europea diventa possibile per ogni italiano lavorare in un paese comunitario.

Continuano ad essere molto interessanti per le prospettive di lavoro e per il sistema dei servizi di welfare per il lavoro i Paesi scandinavi.

Paesi con un forte e costoso sistema di servizi pubblici, che però in questi anni non hanno dovuto intervenire per ridurre costi e prestazioni della loro efficientissima pubblica amministrazione, perché questi Paesi hanno continuato a crescere anche durante la crisi: non a caso sono i Paesi con le migliori prestazioni al mondo per chi cerca un impiego.

Non serve evidentemente un visto, un permesso per lavoro. Le difficoltà possono derivare dall’alto costo della vita e degli alloggi. Per orientarsi esistono siti internet molto attrezzati, utili anche per organizzare un soggiorno temporaneo, come VISITDENMARK.COM; VISITNORWAY.COM; VISITSWEDEN.COM. Una volta iniziato il soggiorno, sono numerosi i quotidiani locali specializzati nell’aiuto a chi cerca casa, nel mercato degli alloggi. Attenzione: nei paesi scandinavi si parla abitualmente inglese, ma nonostante questo molte aziende richiedono la conoscenza della lingua locale. E’ interessante poi verificare direttamente, una volta in loco, il recruiting, la selezione delle imprese. Le imprese scandinave continuano ad assumere, soprattutto in materie tecniche e scientifiche ( per esempio sono di grande interesse le assunzioni nel settore delle risorse naturali in Norvegia), e lo fanno avvalendosi anche della collaborazione della capillare rete di jobcenter: non è difficile trovare quindi un impiego rivolgendosi direttamente al centro per l’impiego scandinavo più vicino che provvede alla preselezione per l’azienda o che vi può indirizzare all’ufficio di selezione del personale delle aziende a cui siete interessati. Di solito sono i servizi per il lavoro che provvedono direttamente a selezionare il personale richiesto.

Le opportunità non mancano: negli ultimi dieci anni, mentre l’occupazione italiana è rimasta ferma ed i nuovi avviamenti al lavoro hanno riguardato soprattutto profili bassi e a termine, il tasso di occupazione scandinavo ha continuato a crescere e soprattutto è aumentata la ricerca di personale specializzato e con un buon percorso di studi.

Per iniziare a conoscere le opportunità di lavoro all’estero, provate quindi a consultare il portale www.eures.eu.