Alla prova del colloquio (seconda parte)

Per la maggior parte di chi cerca lavoro e prova ad affrontarlo senza poter ricorrere alle scorciatoie delle raccomandazioni e dei rapporti personali diventa importante saper affrontare la prova del colloquio. Si tratta di un momento importante in cui non vengono solo valutate le competenze dichiarate dal curriculum, ma in cui ci si presenta ed il candidato viene quindi valutato anche per la sua personalità, il modo di porsi. L’atteggiamento è importante: gli esperti selezionatori,  di cui si avvale l’azienda, valutano la congruità non solo delle competenze, ma anche del carattere e del modo di fare, rispetto alle caratteristiche dell’azienda. Insomma, le aziende si presentano spesso con uno “ stile”, cercano di avere e di proporre una immagine ed una identità ed a volte selezionano anche tenendo conto della personalità del candidato. Per sostenere un colloquio in modo efficace valgono quindi due aspetti: conoscere le  regole di base generali del sapersi comportare e del creare empatia e poi cogliere il tipo di atteggiamento consono all’azienda a cui ci si propone.

A volte ci si ferma al primo livello, perché molti candidati sono convinti che l’assoluta spontaneità risolva ogni questione. Non è così. Possiamo in ogni caso trovare una diversità tra le piccole imprese,in cui il colloquio verte soprattutto sulle capacità, le esperienze e le competenze e quindi diventa fondamentale il saper esprimere la propria idoneità in modo chiaro ed efficace, e le grandi aziende, attente anche allo stile aziendale, alla personalità e che spesso affidano la propria selezione ad agenzie specializzate, che supportano l’ufficio del personale.

Questi i passaggi del colloquio. L’esaminatore di solito ribadisce e descrive come primo intervento il profilo professionale che si sta cercando.  Il candidato deve quindi per prima cosa saper parlare del proprio percorso professionale, formativo e delle motivazioni ed interessi che lo portano a candidarsi.

Quindi , oltre a spegnere il cellulare, è utile mostrare cordialità e sedersi solo dopo che si è stati invitati a farlo. Mostrare consapevolezza serve, ma sempre in modo affabile. Mostrarsi umili e curiosi, desiderosi di conoscere l’azienda per cui ci si candida, è opportuno, così come usare un linguaggio appropriato. E’ utile affrontare l’aspetto economico solo se richiesto dall’esaminatore, mentre sui contenuti della propria presentazione è meglio essere precisi e professionali. Si tratta in realtà di un momento di conoscenza, non di un vero e proprio esame, da cui risulta importante per l’esaminatore capire se :

• Siete in grado di gestire lo stress;

• Siete curiosi e collaborativi;

• Siete interessati a migliorare le vostre competenze;

• Siete persone concrete;

• Siete persone entusiaste.

Gli esperti, per far uscire al meglio queste caratteristiche, consigliano di :

a)     Usare un tondo di voce chiaro, ma non troppo alto o troppo basso;

b)     Guardare l’interlocutore e mostrare espressività nel volto;

c)     Tenere le mani aperte e le gambe ferme;

d)     Evitare posizioni rigide e movimenti nervosi ;

e)     Non mostrarsi insicuri;

f)      Non fare affermazioni false o contraddittorie.

L’attenzione a questi aspetti della comunicazione non verbale sono fondamentali . Infatti nei colloqui tra persone che non si conoscono, soprattutto se brevi,  l’aspetto e la postura sono determinanti e si calcola che la comunicazione non verbale conti almeno per l’ottanta per cento nella formulazione del giudizio !!