Cercar lavoro: consigli e strumenti

Affrontare un colloquio

Come presentarsi

Dopo la presentazione del curriculum o dopo la segnalazione della disponibilità al lavoro, l’azienda propone al candidato un incontro, in cui avviene il colloquio di lavoro. Si tratta di un momento importante, per farsi conoscere e valutare, in cui il candidato deve cercare di dimostrare di essere una persona adeguata, appropriata al lavoro offerto. Molti psicologi del lavoro forniscono consigli e valutazioni su come ci si deve preparare per affrontare il colloquio di lavoro, noi pensiamo sia utile anche sentire il punto di vista dei selezionatori, dei responsabili del personale e degli imprenditori. In ogni caso non basta il curriculum, far buona impressione attraverso il rapporto diretto è altrettanto importante. Le società più importanti ed organizzate svolgono i colloqui attraverso società di selezione od attraverso la consulenza di esperti: il colloquio non è una chiacchierata a ruota libera e nemmeno un esame, ma prevede tecniche consolidate ed un precisa struttura, che il candidato dovrebbe conoscere, per gestire al meglio questo incontro e per poter valorizzare la propria candidatura.

Prima di recarsi al colloquio è importante riflettere ed analizzare bene quello che è richiesto dall’impresa ed il collegamento tra l’offerta di lavoro e la propria competenza, che le imprese tendono a considerare non solo in riferimento al titolo di studio, ma soprattutto attraverso le precedenti esperienze. E’ quindi importante focalizzare le proprie competenze, valutando:

  • capacità professionali;
  • esperienze;
  • abilità;
  • aspettative di carriera.

 

L’esaminatore tende infatti sempre a dare peso alla reale motivazione al lavoro e gli obiettivi di crescita personale, la disponibilità, l’entusiasmo, la partecipazione agli interessi dell’azienda sono determinanti. Per questo è sempre utile informarsi non solo sul profilo professionale a cui ci si candida, ma sull’impresa a cui ci rivolgiamo: conoscerne le caratteristiche, l’organizzazione, il mercato e gli obiettivi significa dare un reale valore come opportunità alla offerta di lavoro per chi ci si candida.

Conoscere l’azienda è un modo anche per fare buona impressione, cercando anche di studiarne la storia, il mercato e di cogliere il vocabolario aziendale. Può essere utile anche conoscere il selezionatore e le sue caratteristiche. Tenere il cellulare acceso durante il colloquio è un errore da evitare.

Rispetto alla forma, è importante non essere trasandati, ma nemmeno essere troppo formali o ricercati. Assomigliare un po’ allo stile del selezionatore può essere utile. La puntualità è importante, non tanto per evitare ritardi, ma soprattutto per sembrare affidabili. Il selezionatore il più delle volte farà domande dal curriculum presentato, che è importante avere in copia e conoscere bene. Può essere utile prepararsi a casa provando , davanti ad amici , a ripetere una breve presentazione di se stessi: esperienze, competenze e caratteristiche, anche in riferimento al lavoro a cui ci si candida.

come agire

E’ utile sapere che il colloquio nelle piccole imprese di solito si svolge con il titolare, mentre nelle grandi imprese avviene con il selezionatore esterno o con l’ufficio del personale. Nelle piccole imprese il colloquio verte molto sulla descrizione delle esperienze e competenze rispetto alla mansione richiesta. Nelle aziende più grandi  c’è una maggiore attenzione al percorso formativo, alla motivazione, agli interessi personali, alla valutazione psicologica e comportamentale.

Per questo è utile mostrarsi cordiali, stringere la mano, sedersi quando siete invitati a farlo, mostrarsi consapevoli, usare un linguaggio adeguato, fare esempi reali, non parlare del compenso se non al termine. In ogni caso il selezionatore non è un docente all’esame, ma una persona che ha il compito di conoscervi meglio e a cui va data totale fiducia. L’entusiasmo, l’interesse, la consapevolezza e la disponibilità sono aspetti importanti e per valutare questi aspetti il selezionatore si avvale anche della considerazione degli aspetti non verbali.

Per esempio è utile usare un tono di voce medio, non distogliere lo sguardo, evitare posizioni rigide, mostrare insicurezza, fare affermazioni false. Secondo gli esperti il giudizio è determinato più dall’aspetto e dalla postura che da quanto diciamo. Sono quindi modalità di relazione che sembrano formali , ma che influenzano la sostanza del giudizio.

3 commenti

  1. Vero: anch’io ho notato che è più importante l’aspetto che il contenuto delle risposte.

  2. Come si fa a conoscere il selezionatore prima del colloquio??

  3. Ma la ragazza nella foto sta pregando per un posto di lavoro?!?!